IL PERCORSO DI PARTECIPAZIONE

Il progetto del "Parco della Pace" di Vicenza si pone come una questione che pur non essendo di per sé controversa – un parco è in linea generale sempre un oggetto desiderabile - reca con sé una forte influenza del conflitto che l’ha generata. Si tratta, infatti, del risultato di un accordo fa due controparti e, per questa ragione, richiede l’adozione di un approccio che non prescinde ma anzi prende avvio da un tentativo di composizione degli interessi.

Nella progettazione esecutiva del coinvolgimento della comunità locale si è quindi scelto di concentrare l’attenzione verso i principali portatori di interesse di quella vicentina, attribuendo a questi, oltre al compito di farsi portavoce della storia che ha generato l’idea del "Parco della Pace", di assumere un ruolo di interpreti principali della sua progettazione, sia come testimoni di un messaggio – quello della storia da cui l’area è nata – sia come protagonisti di un futuro (la visione, la progettazione, la costruzione e poi la gestione del parco) che non può che essere costruito collettivamente.

Il percorso, per queste ragioni, è stato fin qui rivolto esplicitamente agli attori significativi della comunità locale e si è articolato sostanzialmente in due  macrofasi:

1. fase di ascolto e ricostruzione delle posizioni e delle percezioni degli attori locali relative all’area e al suo futuro (fase indagine preliminare);

2. fase di visioning, dedicata alla costruzione di una visione comune dei valori del parco e dei criteri per la sua progettazione. Questa fase è stata realizzata in stretto rapporto con la committenza.

La fase di indagine preliminare

L’indagine preliminare ha inteso costruire la mappatura dei principali portatori di interesse (gruppi associativi, attori della vita politica, tecnici ed esperti) attivi a livello locale sulla questione della base militare Dal Molin. A partire dalle indicazioni di un primo gruppo di testimoni privilegiati individuati dai colloqui con il Sindaco, con gli assessori e i funzionari di riferimento competenti in materia, la lista delle persone da intervistare è stata estesa ad altri attori locali individuati sulla base degli esiti dei primi colloqui (con un meccanismo a “palla di neve”).

A ciascun portatore di interesse, per un totale di 74 persone, è stata fatta un’intervista approfondita, al fine di rilevare le informazioni, le percezioni e le posizioni a proposito del Parco della Pace.

L’indagine preliminare si è conclusa  con un rapporto di sintesi delle principali posizione emerse scaricabile dalla sezione "I documenti del percorso".

La fase di visioning

Le tecniche di visioning, o “costruzione di scenari condivisi”, sono pensate per coinvolgere, nella fase di impostazione iniziale di un progetto o di una politica, attori e soggetti locali nella definizione dei sistemi di obiettivi, dei valori fondamentali, delle regole dell’interazione, delle “poste in gioco”, attraverso la condivisione di una visione del cambiamento capace di funzionare come cornice durevole nel corso del processo.

A tal fine si è adottato un metodo di costruzione di scenario denominato "Future Search Conference", (o conferenza di indagine sul futuro) per agire sul gruppo come comunità indagante: il gruppo lavora in modo sequenziale costruendo collettivamente lo scenario del futuro desiderabile a medio-lungo termine, a partire da alcuni elementi:

· da dove veniamo (il passato)

· dove andiamo (le tendenze in atto)

· il futuro probabile (quello che le tendenze in atto possono provocare)

· gli ideali e il futuro desiderabile (quello che vorremmo succedesse)

· le azioni possibili (come fare per realizzare lo scenario)

L’incontro si è svolto nelle giornate del 9 e 10 marzo 2013 presso la sede del Rugby Vicenza. Ha visto il coinvolgimento di circa 40 persone, selezionate dall’Amministrazione comunale in base alla coerenza della visione dell’area da queste espressa, rispetto ai principi fondanti e ormai consolidati per la progettazione del parco (un’area verde improntata ai principi della pace e della convivenza).

Il gruppo dei partecipanti è stato quindi composto da diversi gruppi ed entità:

· attori della storia "No Dal Molin"

· rappresentanti della comunità cittadina

· tecnici o esperti di tematiche ambientali, urbanistiche e del paesaggio

Anche in questo caso la restituzione dei risultati è stata riportata in un report (link)

 

Conclusione del percorso partecipativo (prima fase)

1)      In seguito al buon esito della Future Search Conference e alla presentazione del rapporto di lavoro al Sindaco nel corso di un incontro che ha avuto luogo il 25 marzo, 2013 l’Amministrazione ha accolto la proposta dei partecipanti di procedere con un atto formale per l’istituzionalizzazione del gruppo di lavoro, al momento definito “Tavolo della partecipazione” il quale avrà la funzione di esprimere pareri obbligatori, anche se non vincolanti, in materia di progettazione del Parco della Pace, e in materia ambientale/idraulica/idrologica per aspetti riguardanti il parco ed il suo intorno, accompagnerà il processo di progettazione e le azioni di partecipazione che coinvolgeranno tutta la città.

Si sono condivisi i principi su cui si imposta il proseguo della progettazione e della partecipazione e che indirizzeranno l’utilizzazione e la progettazione del parco: la sostenibilità e la tutela ambientale, la pace e la riconversione dell’area ad uso civile, il parco come luogo della partecipazione, dei beni comuni, della cittadinanza attiva.

 

PROSSIMI PASSI .

L’attivazione di una segreteria tecnica per agevolare la relazione tra i diversi mondi che si interfacciano per lavorare insieme sul futuro progetto e utilizzazione del Parco della Pace. L’indirizzo di posta a cui rivolgersi per info è partecipazioneparcopace@gmail.com

 

Questo sito web, facilmente consultabile anche da utenti non esperti, continuamente aggiornato sui progressi che si stanno compiendo, utile a informare l’intera cittadinanza su tutti gli aspetti legati al Parco e le ultime attività, consentendo inoltre di leggere i report delle attività di ascolto.

 

Lo spazio dentro l’aerostazione?

 

Le prossime fasi del percorso partecipativo riguarderanno soprattutto  il coinvolgimento più ampio della cittadinanza per rafforzare il senso di appartenenza del Parco alla comunità vicentina  e ad una progressivo sviluppo del suo utilizzo in quanto Bene Comune.

 

A tal fine si stanno mettendo a punto  strumenti e metodi per allargare la partecipazione a tutti i cittadini tra questi: Le  Passeggiate nel Parco utili a valorizzare la competenza degli abitanti riguardo al proprio ambiente di vita: conoscenza ordinaria, non professionale e non tecnica, ma che deriva dal fatto che essi quotidianamente vivono quel territorio, che viene fruito in quanto «ambiente» in cui abitano o lavorano o intessono reti di relazione e di socialità. È un tipo di conoscenza di cui «non si può fare a meno» garantisce per  una visione «integrata» del processo di trasformazione territoriale. La camminata di quartiere collettiva nel parco presuppone, e afferma nella pratica, un rapporto di reciprocità tra professionisti e abitanti, che esclude relazioni di dominanza-dipendenza sia da una parte sia dall’altra, che riconosce piuttosto un’intelligenza reciproca, una possibilità di apprendimento da entrambe le parti.